Ombre sulla Sanità – dal Giornale di Monza, Vimercate, Desio e Carate

Ombre sulla Sanità – L’Asst di Monza meglio di quella di Vimercate
dal Giornale di Monza, Vimercate, Desio e Carate del 23 ottobre 2018

MONZA (czi) Un siluro. Sganciato l’altra settimana in Consiglio regionale. A gettare ombre o a togliere luce alla sanità lombarda per il momento non è dato sapere. Per il momento però il bubbone è scoppiato. «La Regione nasconde i dati, segno forse che la sanità lombarda proprio così eccellente non è». A sganciare il siluro è stato, durante l’ultima seduta al Pirellone, Michele Usuelli di «+Europa con Emma Bonino». Il consigliere dell’opposizione, di professione medico alla Clinica Mangiagalli, ha presentato una mozione per impegnare la Giunta a pubblicare e rendere noti i dati del «Sistema di valutazione Bersaglio», il metodo di valutazione quantitativa messo a punto dal Laboratorio di Management e Sanità della scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Di cosa si tratta.
In buona sostanza, il sistema analizza i dati inviati dalla Regione alla scuola di Pisa. Grazie a l l’analisi di 300 indicatori, il «Sistema Bersaglio» fornisce dati di dettaglio sul sistema sanitario regionale nel suo complesso, di ogni Ats, Asst, ospedale e Irccs. «Il sistema – spiega Usuelli – è uno strumento affidabile e facilmente comprensibile da chiunque. La Lombardia, come altre 11 Regioni, aderisce su base volontaria a questo sistema di valutazione dal 2015, ma sul proprio sito internet non c’è traccia dei risultati che sono disponibili solo sulle piattaforme della scuola Sant’Anna. E’ molto grave che questi dati non siano fruibili dagli eletti in Consiglio, dagli addetti ai lavori o da semplici cittadini».

I risultati.
Secondo quanto elaborato dalla scuola toscana, il sistema sanitario lombardo risulta essere insufficiente o negativo per 11 indicatori su 25 (44%) e oltre la metà delle aziende sanitarie e ospedaliere presentano una percentuale di indicatori insufficienti che supera il 50%. Oltre alla spesa farmaceutica (di cui parliamo a parte), le note dolenti arrivano dal «percorso emergenza urgenza», dall’«ab – bandono da pronto soccorso», dallo «screening oncologico» e dalle «degenze ospedaliere» dei pazienti sopra i 65 anni. «O queste persone vengono operate male o c’è una gestione non troppo organizzata dai reparti», osserva Usuelli. Per quanto riguarda il Pronto soccorso, per le visite in codice giallo entro i 30 minuti, male Lecco, mentre per quelle in codice verde entro i 60 minuti la pagella è insufficiente anche per Monza, Vimercate, Giovanni XXIII di Bergamo e ancora Lecco. «Alcune strutture – aggiunge il rappresentante di +Europa – risultano insufficienti in quasi tutte le performance analizzate. In questi casi viene da chiedersi se abbia ancora un senso averli». Le buone notizie, quasi ovunque arrivano invece dalla chirurgia oncologica. Ridottissime, ovunque, le liste dei pazienti in attesa di un intervento. «La chirurgia oncologica è oggettivamente al top – conclude Usuelli – ma il punto è un altro: la sanità lombarda vuole accontentarsi o vuol spiccare il volo. Non possiamo accontentarci di avere una sanità migliore rispetto a Lazio, Puglia e Calabria, tanto per fare tre esempi. Una Regione come la Lombardia deve guardare agli esempi e alle eccellenze di Londra e Parigi».

Riassumendo in Brianza
Per quanto riguarda l’Ats della Brianza, i risultati dell’indagine sui 42 indicatori rilevano che il 64,3% è in miglioramento rispetto al 2016, l’11,9% invariato e il 23,8% peggiorato. Per quanto riguarda l’Asst di Monza, i dati mostrano un peggioramento degli indicatori considerati (27) nel 48,1% dei casi; l’11,1% è rimasto invariato mentre il 40,7% ha mostrato segni di miglioramento. Peggiore la performance dell’Asst di Vimercate: considerando lo stesso numero di indicatori di Monza (27), il 63% di questi è peggiorato rispetto al 2016 e solo il 37% ha avuto miglioramenti.