ODG Salute Mentale – Bilancio 2019

PDL 40

“Bilancio di previsione 2019-2021 e relativo documento tecnico di accompagnamento”

ORDINE DEL GIORNO

Oggetto: implementazione dei servizi trattamentali in materia di salute mentale all’interno delle carceri lombarde tramite il potenziamento dei centri socio-riabilitativi diurni presso le case circondariali di Milano “San Vittore”e Monza e la casa di reclusione di Vigevano

premesso che

  • secondo i dati della Società Italiana di Medicina e Salute Penitenziaria sono oltre40.000 i detenuti che nel 2016 hanno manifestato un disagio psichico: il 4%della popolazione detenuta ha sofferto di disturbi psicotici, l’11% di disturbi d’ansia, il 30% di reazioni di adattamento, il 65% di disturbi di personalità ed il 48% di disturbi legati all’uso di sostanze stupefacenti;
  • gli esiti di un’indagine condotta nel 2015nell’ambito del progetto europeo Mentally Disturbed Inmates Care and Support  (MEDICS) evidenziano una vera e propria comorbidità tra disagio psichico e tossicodipendenza, avendo il 35% dei detenuti target anche una storia di abuso di sostanze stupefacenti e di recidiva, essendo già stati sottoposti mediamente a tre precedenti provvedimenti dell’autorità giudiziaria della durata media di tre anni, con ingressi ripetuti e ravvicinati nelle carceri;
  • il XIV rapporto sulle condizioni di detenzione dell’Osservatorio Antigone evidenzia come nell’anno2017 il 69% degli istituti visitati non garantiva i 6 mq di spazio vitale che il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d’Europa ha definito standard minimo per i detenuti, il 43% delle celle non disponevano di acqua calda ed il 58% di docce, mentre nel 5% il wc non era separato dal resto della camera detentiva e che il  41%  di queste non era aperto per più di otto ore al giorno, andando a sottoporre i soggetti in condizione di maggiore vulnerabilità, come i detenuti portatori di disagio psichico, a situazioni di stress amplificato;
  • nel 70% delle carceri italiane non è ancora attivo il Fascicolo Sanitario, facendo eccezione gli istituti penitenziari delle Regioni Emilia Romagna e Toscana. Le cartelle mediche dei pazienti detenuti all’interno degli istituti lombardi esclusi Bollate, Pavia e Bergamo sono ancora registrate, trascritte e annotate sulla carta, comportando una grave rischio di interruzione della continuità terapeutica al momento del trasferimento o della scarcerazione;

considerato che

la presa in carico e l’efficacia del trattamento della patologia mentale all’interno delle carceri sono connesse alla presenza continuativa di figure professionali socio-sanitarie e che dai dati raccolti dall’Osservatorio Antigone si calcola che nel 2017 il numero medio di ore di presenza dello psichiatra nelle sezioni di media sicurezza, escludendo dunque le articolazioni per la salute mentale (presente in Lombardia solo all’interno della casa circondariale di Pavia), è di 8,6 ore settimanali ogni 100 detenuti, mentre il numero medio di ore di presenza degli psicologi è di 11,3 ore settimanali ogni 100 detenuti;

per sopperire alla mancanza di risorse umane e professionali destinate alla presa in carico e al trattamento del disagio psichico, rispondendo a una situazione emergenziale generatasi all’interno delle sezioni di media sicurezza a seguito della chiusura degli OspedaliPsichiatrici Giudiziari (OPG), le case circondariali di Milano “San Vittore” eMonza e la casa di reclusione hanno previsto con risorse proprie o provenienti dal Fondo Sociale Europeo l’istituzione di centri socio-riabilitativi diurni;

le neonate Residenze per l’attuazione delle misure di sicurezza (REMS), strutture abilitate ad accogliere i soggetti precedentemente destinati agli OPG, non garantiscono sufficienti posti letto rispetto alla domanda, costringendo il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP)a porre in essere misure di trattenimento senza titolo in carcere;

per garantire la continuità degli interventi di cura psicologica e psichiatrica effettuati durante la detenzione ed arginare la situazione di  crisi del sistema penitenziario è opportuno, in attesa che la capienza degli istituti sanitari venga coerentemente aumentata, implementare strumenti che garantiscano la sostenibilità e l’efficacia dell’azione e che premino le buone pratiche lombarde rappresentate dai centri socio-riabilitativi diurni degli istituti summenzionati attraverso l’accreditamento presso le ATS di riferimento a carico del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) ai sensi dell’art. 8 quinquies del D.Lgs.502/1992;

in sede di audizione dei direttori presso la Commissione speciale sulla situazione carceraria in Lombardia è stata più volte presentata la richiesta di favorire la riabilitazione ed il trattamento, nonché di ridurre efficacemente la recidiva ed il grave rischio di esclusione sociale, dei detenuti portatori di disagio psichico tramite una destinazione coerente dei fondi regionali

richiamato

l’impegno che Regione Lombardia ha assunto con l’approvazione della L. 25/2017 recante “Disposizioni per la tutela delle persone sottoposte a provvedimento dell’autorità giudiziaria” con la quale si propone insieme alProvveditorato regionale e all’Ufficio interdistrettuale per l’esecuzione penale esterna di tutelare i diritti della popolazione detenuta e di individuare e promuovere le azioni necessarie per la rieducazione, la riabilitazione ed il reinserimento dei cittadini sottoposti a provvedimento dell’autorità giudiziaria

IMPEGNA LA GIUNTA

a potenziare gli interventi già predisposti in materia di trattamento dei disagi psichici tramite l’accreditamento presso le ATS di riferimento dei centri socio-riabilitativi presenti all’interno degli istitutivi di Milano “San Vittore”, Monza e Vigevano, destinando una parte delle risorse a disposizione per la sanità penitenziaria al rinnovo delle buone pratiche che garantiscano continuità programmatica e sostenibilità dei servizi nel medio termine

Michele Usuelli