ODG Navigli – Bilancio 2019

PDL 40

“Bilancio di previsione 2019-2021 e relativo documento tecnico di accompagnamento”

ORDINE DEL GIORNO

Oggetto: reperimento dei fondi

necessari al recupero funzionale del Sistema dei navigli lombardi e milanesi in particolare  nella città di Milano e  nella tratta Locarno-Milano-Venezia.

Premesso che:

la Lombardia detiene il maggior patrimonio idrico d’Italia, caratterizzato da una superficie di oltre 8.600 km, una estesa rete di fiumi e canali che conta mille chilometri di coste navigabili, più di 200 porti, che rendono questa regione una vera miniera del cosiddetto “oro blu”;

negli ultimi anni, grazie alle politiche intraprese dalle Regioni di Lombardia e Piemonte per la promozione dei valori ambientali, dell’attrattività turistica e della riscoperta delle vie d’acqua percorribili da imbarcazioni, è rinato un forte interesse verso il progetto per la riattivazione completa della navigabilità nel tratto Locarno – Milano – Venezia;  

il Comune di Milano ha presentato il progetto di ricongiunzione idraulica del sistema dei Navigli milanesi con la riattivazione della continuità idraulica della tratta urbana del naviglio Martesana e della cerchia interna e per la prima fase di lavori di riapertura di oltre 2 km di navigli urbani, già conforme al progetto globale di navigabilità del sistema:

considerato che

negli ultimi anni sono stati realizzati importanti lavori per il recupero della navigabilità lungo l’idrovia Locarno – Milano – Venezia ed il progetto è in avanzata fase di attuazione, soprattutto dopo alcuni interventi significativi come la realizzazione del porto d’interscambio di Arona, la progettazione e  finanziamento della conca di Porto dellaTorre, la realizzazione delle conche della Miorina e Poiret a Turbigo, la messa in sicurezza e le conche della diga di Panperduto e l’ingente progetto di riqualificazione della Darsena di Milano;

oltre al Lago Maggiore, la via d’acqua Locarno-Milano è attualmente già navigabile tra SestoCalende e Porto della Torre, e tra Turbigo e la Darsena di Milano;

La riapertura della tratta milanese che rappresenta l’anello di congiunzione del Sistema metterebbe in comunicazione le acque dell’Adda con quelle del Ticino completando e ripristinando la continuità idraulica

sull’intero sistema delle acque lombarde Est-Ovest e Nord-sud con enormi benefici sia dal punto di vista ambientale che da quello paesaggistico;

rilevato che

il completamento del tratto dallaSvizzera, dal Piemonte e dal Verbano (Lago Maggiore) alla Darsena di Milano necessita di poche opere: una nuova conca di navigazione necessaria per superare lo sbarramento di Porto della Torre sul fiume Ticino, progetto già approvato e in parte finanziato da Regione Piemonte ed in fase di avvio di realizzazione, e il restauro delle conche adiacenti le centrali idroelettriche di Vizzola e Tornavento nel canale industriale;

Il recupero del naviglio Pavese riguarda la manutenzione delle prime due conche già restaurate (Fallata e Conchetta), il restauro delle altre conche di navigazione e la sostituzione dei ponti costruiti a raso con ponti più elevati che consentano la navigazione;

l’intervento più complesso ed oneroso per il completo recupero dell’idrovia turistica riguardala riapertura del tratto urbano dei navigli sul territorio del Comune diMilano;

considerato inoltre che:

l’idrovia Locarno – Milano – Pavia –Venezia potrà rappresentare il ripristino del più esteso corridoio navigabile transnazionale dalle Alpi al Mare Adriatico in chiave di mobilità dolceEuropea;

la riconnessione lago-mare, passante per Milano, consentirebbe ai turisti e passeggeri l’accesso via acqua alle città del Rinascimento Italiano, ai castelli Viscontei Sforzeschi, alle Abbazie e alle Certose, attraversando i paesaggi dei parchi del Ticino, del parco sudMilano e dei numerosi parchi lungo il Po consentendone una impensabile valorizzazione;

con il recupero dell’idrovia Locarno–Milano–Venezia la darsena di Milano tornerebbe ad essere uno dei principali porti di navigazione interna d’Europa, non tanto per il commercio bensì per il turismo culturale e per il trasporto passeggeri;

rilevato inoltre che:

l’impatto complessivo dell’opera si configurerebbe non solo come ridisegno idraulico di un considerevole tratto delle vie fluviali lombarde o, altresì, come il completamento di un collegamento dalle finalità meramente turistiche, ma delineerebbe un vero e proprio asse portante di una strategia ambientale di grande respiro, volto a creare una svolta di approccio sostanziale e rilevante con il contenimento delle emissioni di gas serra da impianti termici (CO2, particolato fine, Nox, etc.), la ritrovata tutela delle acque, la riduzione dell’impiego di energia da combustibili tradizionali a favore dello sviluppo di energie rinnovabili, il controllo dei livelli freatici e la razionalizzazione degli scarichi fognari ed in parte marginale anche la tutela dalle esondazioni, il tutto in chiave di vero sviluppo sostenibile;

la riapertura completa anche del naviglio milanese, darebbe un concreto impulso allo sfruttamento delle energie rinnovabili, in linea con gli impegni internazionali assunti: nella fattispecie, l’intera area metropolitana potrebbe fruire di interventi, a costo zero, per ridurre l’ingente inquinamento atmosferico attraverso, ad esempio, il riutilizzo (non più la dispersione)delle acque pulite provenienti da pompe di calore, ma anche la riduzione de i pompaggi forzati e la tutela delle strutture interessate (MM2, box sotterranei, strutture ospedaliere etc.) che si otterrebbero grazie all’abbassamento della prima falda freatica ed, infine, si avrebbe come effetto un significativo stimolo alla diffusione del teleriscaldamento;

in un contesto di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile va poi certamente sottolineato l’enorme giovamento derivante dal recupero di acque pulite da destinare all’agricoltura del sud Milano (che ne ha particolarmente bisogno) favorendo sempre più quella buona pratica della fornitura di prodotti agro-alimentari a Km 0, opportunità questa da incentivare in tutte le forme e modalità possibili;

il progetto contribuirebbe, inoltre, al rafforzamento strategico delle politiche ambientali e al potenziamento delle infrastrutture per una mobilità sostenibile, con il completamento di itinerari ciclabili, la creazione di vasti spazi pedonali protetti e la riduzione del traffico veicolare privato sugli assi interessati, contribuendo in tal modo alla creazione di una vasta area “Low Emission Zone”, attraverso l’efficientamento del trasporto pubblico e lo stimolo generale alla diffusione di mezzi ad emissioni 0 anche con la creazione di punti di interconnessione (gomma-ferro- bici-acqua);

impegna la giunta a:

avviare un confronto con gli enti coinvolti nel progetto, le autorità elvetiche, la regione Piemonte, il Comune di Milano e il Politecnico di Milano, il ConsorzioEst Ticino Villoresi, per quantificare con precisione l’onere finanziario da stanziare per la riattivazione completa del Sistema dei navigli lombardi e milanesi, predisponendo un piano delle opere e dei finanziamenti adeguati;

Attivarsi presso il governo italiano e la commissione europea al fine di identificare linee di finanziamento utili al completamento delle opere

coinvolgere i portatori di interesse, come Enel, A2A e altre aziende analoghe, per il recupero dei fondi necessari alla realizzazione delle opere urgenti, al potenziamento dell’impiego di energie rinnovabili e alla valorizzazione del patrimonio dei navigli, anche con la creazione di uno specifico tavolo istituzionale aperto, proponendo modalità innovative di collaborazione, sponsorizzazione e finanziamento.

Michele Usuelli