ODG Ecmo – Bilancio 2019

PROGETTO DI LEGGE N. 40

Bilancio di previsione 2019 – 2021 e relativo documento tecnico di accompagnamento

ORDINE DEL GIORNO

OGGETTO: STRATEGIE PER LA RIDUZIONE DELLA MORTALITA’ NEONATALE IN LOMBARDIA.

IL CONSIGLIO REGIONALE

Premesso che:

La mortalità neonatale (primi 28 giorni di vita) è considerata tra gli indici più sensibili per valutare lo stato di salute, il benessere sociale e lo sviluppo economico di una nazione.

Nel 2017 sono nati in Lombardia 79.015 neonati.

Su 100 bambini che muoiono in Italia 70 muoiono nei primi 28 giorni di vita.

La mortalità neonatale Italiana è circa 2 ogni mille neonati, una delle migliori al mondo.

Nelle regioni meridionali ed insulari la mortalità neonatale è superiore del 30-40% rispetto a quella delle regioni settentrionali.

La Società Italiana di Neonatologia attribuisce a “insufficiente organizzazione delle cure perinatali”e “presenza di tante piccole maternità spesso sprovviste di attrezzature dedicate e personale idoneo ad affrontare situazioni di emergenza”  un ruolo decisivo rispetto a questa disparità regionale.

Una mortalità neonatale così bassa è avvenuta grazie alle nuove tecniche di ventilazione, alle nuove possibilità terapeutiche farmacologiche, chirurgiche e all’avvento della chirurgia fetale e alla adeguata organizzazione dei servizi.

Regione Lombardia ha mostrato l’ambizione di ulteriormente abbassare la sua mortalità neonatale con provvedimenti a tutela del percorso nascita con la chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti l’anno

Considerato:

L’ articolo24 della convenzione dei diritti dell’infanzia: Gli Stati partiri conoscono il diritto del minore di godere del miglior stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione. Essi si sforzano di garantire che nessun minore sia privato del diritto di avere accesso a tali servizi. (…) Gli Stati parti si sforzano di garantire l’attuazione integrale del summenzionato diritto e in particolare adottano ogni adeguato provvedimento per  diminuire la mortalità tra i bambini lattanti e i fanciulli e assicurare a tutti i minori l’assistenza medica e le cure sanitarie necessarie.

Per effetto della regionalizzazione si è progressivamente accentuata la disparità di offerta sanitaria sul territorio nazionale. Occorre porsi pertanto l’obiettivo di correggere questa deriva e di garantire le medesime cure a tutti i cittadini indipendentemente dalla loro residenza regionale, anche attraverso la modifica della ripartizione di competenze fra Stato e regioni.

Regione Lombardia ha più volte rivendicato il ruolo di terza istituzione più importante del Paese; tale ruolo esige la messa in campo delle migliori pratiche, anche a livello  sanitario, che garantiscano ai cittadini le migliori prestazioni possibili secondo la attuale conoscenza clinica e di organizzazione dei servizi. Tali migliori pratiche devono poter essere di esempio alle altre regioni in un percorso di confronto virtuoso.

Rilevato che

Dal 1°dicembre 2018 è attivo il sistema regionale di trasporto neonatale mediante eliambulanza su tutto il territorio regionale, grazie alla collaborazione tra AREU  e la Terapia Intensiva Neonatale dell’ASST diLecco, individuata come partner professionale per la pluriennale esperienza nell’ambito dell’elitrasporto neonatale precedentemente limitato agli ospedali di montagna a lui afferenti. Questo servizio completa il già eccellente sistema di trasporto neonatale ordinario, attivo dal 1991 e basato sull’attività di 11Terapie Intensive Neonatali , e permette di collegare i “punti” più distanti della rete neonatale mediante un trasporto rapido e protetto attivo sia di giorno che di notte, secondo regole ben definite che permettono di utilizzare al meglio le risorse  messe a disposizione. 

In tempi di ridefinizione della rete di assistenza neonatale questo è un importante elemento aggiuntivo di sicurezza, soprattutto per le aree più difficilmente raggiungibili e rappresenta un servizio compensatorio reso ai cittadini delle zone più difficilmente raggiungibili e delle zone dove sono stati chiusi i punti nascita.

Rilevato che

L’Extra-corpore al Membrane Oxygenation (ECMO) è un supporto salvavita indicato nelle condizioni di insufficienza cardio-respiratoria neonatale reversibili e non responsive alle cure massimali.

Dal Settembre 2015 è stato costituito presso l’Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico ilCentro ECMO Respiratorio Neonatale, con team multidisciplinare composto da 49membri, tutti già in forza all’ ospedale tranne 4 per fusionisti assunti per lo scopo. La formazione dell’équipe medica ed infermieristica è stata avviata nel2011 ed ha previsto periodi formativi presso centri ECMO di riferimento internazionale in Olanda e a Boston, USA, partecipazioni a corsi e congressi nazionali ed internazionali di rilievo. L’acquisizione ed il mantenimento delle competenze specifiche del team è garantito da un programma interno di formazione continua teorica e pratica di ECMO  su modello animale e simulazioni ad alta fedeltà con manichino. L’organizzazione attuale del centro gestisce meno di 6 pazienti ECMO all’anno, perché il bacino di utenza dei neonati è rappresentato dai nati in tale ospedale e solo per una categoria di soggetti a rischio diagnosticati in utero è mandatario il parto presso tale ospedale (pazienti affetti da ernia diaframmatica congenita (CDH), per cui laFondazione è centro di riferimento nazionale).

Si stima che 1 neonato ogni 3028 nati vivi sia candidato ad ECMO come misura potenzialmente salvavita, pertanto ogni anno potrebbero essere sottoposti adECMO 26 neonati lombardi altrimenti destinati a morte. Tutti i 26 neonati lombardi potrebbero essere sottoposti ad ECMO se il centro fosse considerato di riferimento regionale per tutte le patologie neonatali con potenziale necessità di ECMO quali la ipertensione polmonare persistente, la sepsi, la polmonite e la sindrome di aspirazione di meconio. Per alcune di queste malattie, la diagnosi viene fatta in prima della nascita; in tali casi per i casi gravissimi la madre dovrebbe partorire presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda. Per tutti i neonati lombardi gravissimi, con diagnosi dopo la nascita, il servizio ECMO potrebbe essere garantito sinergizzando l’attuale servizio di trasporto neonatale di emergenza su ambulanza con il trasporto neonatale mediante eliambulanza.

Per l’assenza del servizio di trasporto di ECMO neonatale in Lombardia, lo scorso 5settembre l’Ospedale Carlo Poma di Mantova ha attivato il trasporto ECMO dell’Ospedale Centro Gallucci di Padova per la presa in carico di un neonato con sindrome d’aspirazione di meconio, che è stato riaffidato ai genitori dopo una breve degenza per le cure intensive salvavita.

Impegna la Giunta e l’Assessore competente

Sostenere elisoccorso neonatale, ECMO neonatale e il loro rapporto sinergico in modo che servizi costosi e già esistenti possano essere utilizzati da tutti neonati lombardi indipendentemente dal luogo di nascita.

A valutare il costo beneficio del progetto anche nell’evolversi in funzione di fattori strutturali ed organizzativi che potranno ampliare i destinatari di elitrasporto, come ad esempio i neonati in terapia con ossido nitrico e neonati di qualche mese di età con problemi respiratori e cardiaci. Gli adeguamenti strutturali riguardano la realtà della TIN di Lecco, nella quale sono necessari interventi di ammodernamento sulla struttura per poter meglio gestire l’organizzazione del trasporto  e la presa incarico dei neonati critici. È necessario inoltre avere una reperibilità dedicata all’elitrasporto, ottenibile le risorse professionali già presenti e dintegrate con un minimo di risorse aggiuntive, al fine di poter far fronte al prevedibile aumento di attività, che potrebbe essere stimata in circa 50-60trasporti all’anno, senza se che ciò vada a detrimento dell’attività di trasporto “ordinaria”. Una rete regionale simile è già presente in Liguria, Veneto e Lazio. Il Centro ECMO Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale MaggiorePoliclinico dispone di tutto il materiale necessario per l’assistenza ECMO routinarie necessiterà di sostegno economico regionale con particolare riferimento ai costi dei consumabili e risorse umane alla luce dell’aumento dei volumi di lavoro. Sebbene le risorse umane e materiali per mantenere tale programma siano elevate, il rapporto costo-beneficio supporta l’utilizzo di questa procedura se offerta a tutti i neonati lombardi e non sono a chi nasce presso Il Centro ECMOFondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

           Michele Usuelli