Urgente ripristino della legalità attraverso l’approvazione del Piano sociosanitario integrato

Oggetto: Urgente ripristino della legalità attraverso l’approvazione del Piano sociosanitario integrato.

IL CONSIGLIO REGIONALE,

PREMESSO CHE

la normativa nazionale in materia sanitaria (Decreto Legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni) prevede che ogni Regione debba “predisporre e approvare un Piano sanitario regionale, previo confronto con i principali attori sul territorio”;

il Piano sanitario regionale rappresenta  il  piano  strategico degli interventi per gli obiettivi di salute e di  funzionamento  dei servizi per soddisfare le esigenze  specifiche  della  popolazione regionale  anche in coordinamento con gli  obiettivi  del  Piano  sanitario nazionale.  Le Regioni e le Province autonome, infatti,  trasmettono al Ministero della Salute i relativi schemi o progetti di piani sanitari, allo scopo  di acquisire il parere dello stesso per quanto attiene alla coerenza dei medesimi con gli indirizzi del Piano sanitario nazionale;

trascorso un anno dalla data di entrata  in  vigore  del  Piano sanitario nazionale senza che la  regione  abbia  adottato  il  Piano  sanitario regionale, alla Regione non e’ consentito  l’accreditamento di nuove strutture;

PREMESSO INOLTRE CHE

la  legge regionale 11 agosto 2015, n. 23 “Evoluzione del sistema sociosanitario lombardo”, recependo la normativa nazionale,  dispone che “il Consiglio regionale, su proposta del Presidente della Giunta regionale, approvi il Piano sociosanitario integrato lombardo (PSL), quale strumento unico e integrato di programmazione coordinata del SSL”;

la  legge regionale 11 agosto 2015, n. 23, prevede che il PSL, coerentemente con il piano sanitario nazionale (PSN), declini gli obiettivi del Piano Regionale di Sviluppo (PRS) ed abbia durata quinquennale e possa essere aggiornato annualmente con il documento di economia e finanza regionale (DEFR);

il PSL definisce, sulla base della valutazione epidemiologica territoriale, dei dati del sistema informativo e della rete dei servizi sanitari e sociosanitari regionali, tra gli altri:

  • il quadro previsionale dei bisogni della popolazione;
  • gli indicatori in base ai quali sono determinati i volumi di attività per ognuno dei livelli essenziali di assistenza;
  • gli indicatori di risultato da impiegare per il controllo e la valutazione dell’efficienza, dell’efficacia, della qualità, dell’appropriatezza e dell’economicità delle prestazioni e dei servizi erogati;
  • i progetti obiettivo e le azioni da adottare per rispondere a specifiche aree di bisogno;
  • le linee di indirizzo del sistema regionale integrato per la prevenzione e la promozione della salute;
  • le linee di indirizzo per l’elaborazione di modelli che assicurino alla persona la continuità di cura e di assistenza, l’attivazione di percorsi personalizzati di presa in carico;
  • e linee d’indirizzo che garantiscano la semplificazione delle procedure di erogazione delle prestazioni;
  • l’identificazione del contenuto delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie ai fini della riconduzione    delle stesse alle diverse categorie (acuto, cronico e riabilitativo);

CONSIDERATO CHE

Il metodo della programmazione pluriennale costituisce un principio fondamentale in materia di tutela della salute ed uno degli elementi qualificanti del Servizio sanitario nazionale e regionale, garantendo una visione di lungo periodo;

il PSL rappresenta il principale strumento di programmazione e di governo  della sanità sul territorio e su esso sono previsti passaggi di discussione nelle commissioni e in aula;

l’ultimo Piano sanitario nazionale approvato è relativo agli anni 2006 con scadenza 2008;

l’ultimo Piano sanitario regionale è stato approvato nella IX legislatura ed è relativo agli anni 2010 con scadenza 2014 e solo la mancata approvazione del Piano nazionale ha evitato che la Regione incorresse nella sanzione che prevede il divieto di accreditamento di nuove strutture;

persino il sito ufficiale della Regione Lombardia proclama la funzione fondamentale del Piano sanitario regionale definendolo “strumento di programmazione unico e integrato del sistema sociosanitario” mentre presenta le possibili delibere della Giunta come specifiche determinazioni di gestione;

nell’ultimo quinquennio la programmazione e il governo della sanità lombarda sono stati  affidati ad atti esclusivi di Giunta  quali delibere e determinazioni, contribuendo a privare il Consiglio regionale, gli attori sanitari e i principali attori sul territorio di un fondamentale momento di discussione democratica sugli indirizzi di politica sanitaria da intraprendere;

l’assenza di confronto istituzionale sul principale documento di analisi e programmazione della sanità lombarda ha privato innanzitutto noi stessi eletti,  e poi i  cittadini e l’opinione pubblica, di conoscenza, dibattito e partecipazione in materia di sanità e di salute contravvenendo al principio cardine del “conoscere per deliberare”;

le stesse delibere e determinazioni adottate in questi anni dalla Giunta secondo criteri non sempre trasparenti,  dovrebbero comunque rifarsi a un Piano sanitario regionale dal quale desumere le linee d’indirizzo da seguire, mentre si assiste al paradosso per cui il documento base manca, ma esistono “ulteriori indirizzi” che lo dovrebbero specificare;

CONSIDERATO PERTANTO CHE

Regione Lombardia si trova in una situazione di patente illegalità sia sul versante della normativa nazionale che rispetto alla propria legislazione regionale;

è necessario e urgente uscire da tale situazione approvando al più presto il Piano sanitario regionale come già stanno facendo, o hanno  fatto, molte altre Regioni tra le quali il Veneto, la Toscana e l’Emilia Romagna, Umbria, Marche, Liguria, Basilicata e altre  pur in assenza di un Piano nazionale;

il gruppo di regioni che non hanno provveduto alla approvazione del Piano sanitario regionale vede la Lombardia assieme alle regioni commissariate, con piani di rientro o a quelle con le peggiori performance e qualità dei servizi sanitari;

è altresì necessario fare tutto il possibile affinché il ripristino della legalità riguardi anche Governo e Parlamento, inadempienti dal 2009, per ben 3 legislature, rispetto all’obbligo di approvare il Piano sanitario nazionale.

IMPEGNA LA GIUNTA

A predisporre e a sottoporre all’ approvazione del Consiglio regionale, affinché si riappropri delle funzioni abusivamente esercitate negli ultimi quattro anni dall’esecutivo, con la massima urgenza, immediatamente dopo l’approvazione del PRS, il Piano sociosanitario integrato lombardo, PSL , nel rispetto  di quanto previsto dalla normativa sanitaria e dalla legge regionale 11 agosto 2015, n. 23 “Evoluzione del sistema sociosanitario lombardo”.

INVITA  LA GIUNTA

a farsi interprete presso il Governo e il Parlamento della necessità di approvare con la massima urgenza il Piano sanitario nazionale per mettere fine a una situazione di evidente violazione della legge (Decreto Legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni)  che si protrae dall’anno 2009.