Mozione per la vita di Radio Radicale

Il Consiglio regionale,
premesso che

Radio Radicale è un’impresa radiofonica che svolge un’attività di informazione di interesse generale in modo imparziale e completo e realizza una insostituibile funzione di servizio pubblico dal 1976;

è stata la prima radio italiana a occuparsi esclusivamente di politica, a trasmettere le sedute del Parlamento, a pubblicare i processi, a seguire i congressi di tutti i partiti e, ad oggi, è l’emittente europea con il maggior numero di rubriche estere e transnazionali (28 trasmissioni);

43 anni di attività hanno reso l’archivio di Radio Radicale un patrimonio storico, politico e culturale e sociale unico per il nostro Paese, con registrazioni fruibili da tutti i cittadini di 14.138 sedute parlamentari, 23.865 udienze processuali, 2.483 congressi di tutti i partiti, 2.886 fili diretti con gli
ascoltatori, con 225.613 oratori in archivio, per un totale di 377.410 schede audio video;

premesso inoltre che


per quanto riguarda la Lombardia, Radio Radicale ha registrato e reso disponibile più di 12.000 eventi, tra cui numerosissimi processi, inaugurazioni di anni accademici e anni giudiziari ed attività
legate al mondo ecclesiastico, i congressi e i comizi di tutti i partiti e sindacati;

in particolare, per quanto riguarda i capoluoghi di provincia si segnalano 10.647 registrazioni a Milano tra cui 2.586 udienze di processi, 254 comizi, 224 congressi di partito e di movimenti, 170 registrazioni del Consiglio Comunale, 87 registrazioni del Consiglio Regionale della Lombardia, 2.835
dibattiti, 1.000 convegni e 812 interviste;

nel dettaglio sono 530 registrazioni a Brescia tra cui i processo in primo grado e in appello per la strage di Piazza della Loggia; 185 registrazioni a Bergamo; 155 registrazioni a Cremona; 90 registrazioni a Varese tra cui il processo per la morte di Giuseppe Uva; 87 registrazioni a Mantova, 70 registrazioni a Pavia, Monza 69 registrazioni a Monza; 55 registrazioni a Lecco, 50 registrazioni a Como tra cui un processo per la strage di via D’Amelio e uno alle Brigate Rosse; 46 registrazioni a Sondrio; 13 registrazioni a Lodi;

considerato che

da 11 anni lo Stato rinnova annualmente la convenzione con Radio Radicale per trasmettere senza pubblicità le sedute del Parlamento;

l’ammontare del finanziamento statale fino all’anno 2018 ammontava a 10 milioni di euro;

in base alla legge 230/1990 lo Stato finanzia imprese radiofoniche private che trasmettono “quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti politici, religiosi, economici, sociali, sindacali o letterari per non meno di nove ore comprese tra le ore 7:00 e le ore 20:00”;

considerato inoltre che

con l’approvazione dell’articolo 1 comma 88 della Legge di Bilancio dello Stato 2019 il Ministero dello Sviluppo Economico è stato autorizzato a prorogare di soli 6 mesi la convenzione per una spesa complessiva di 5 milioni per l’anno 2019;

il contributo, dimezzato rispetto agli anni precedenti, garantisce il servizio radiofonico fino al 30 giugno 2019;

con l’entrata in vigore dell’articolo 1 comma 810 della Legge di Bilancio 2019, l’intera legge 230/1990 verrà abrogata a decorrere dall’1 gennaio 2020 e che da quella data Radio Radicale non beneficerà più di alcun finanziamento statale;

evidenziato che

il motto di Radio Radicale “conoscere per deliberare” è stato adottato considerando l’informazione come presupposto fondamentale per la vita stessa della democrazia;

la chiusura di Radio Radicale rappresenterebbe non solo la perdita di una fonte di informazione imparziale, ma anche una grave restrizione del diritto alla conoscenza dei cittadini e pertanto delle prospettive di partecipazione attiva e consapevole alla vita democratica del Paese;

evidenziato infine che

i Consigli regionali di Lazio e Friuli Venezia Giulia e i Consigli comunali di Anzio, Genova, Imperia, Matera e Scafa, hanno approvato mozioni per chiedere al Governo di ripristinare i finanziamenti pubblici a Radio Radicale;

tra gli altri, hanno dichiarato il loro sostegno alla campagna “per la vita di Radio Radicale” il presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, il procuratore generale militare del tribunale militare di Roma Marco De Paolis, il già sottosegretario di Stato agli affari esteri con delega ai rapporti con l’ONU Bobo Craxi, il presidente di Magistratura Democratica Riccardo De Vito, gli ex presidenti dell’Associazione Nazionale Magistrati Eugenio Albamonte ed Edmondo Bruti Liberati, il magistrato componente del Consiglio Superiore della Magistratura Piergiorgio Morosini, l’ex
presidente del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo, l’ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia Alma Lama, la cantautrice Nada, l’attrice Sabina Guzzanti, gli attori Marco D’Amore, Luca Bizzarri, Alessandro Gassman, Rocco Papaleo e Dario Ballantini, gli scrittori Andrea Camilleri, Roberto Saviano, Helena Janeczek, lo showman Jimmy Ghione, l’imprenditore Urbano Cairo, i giornalisti Marco Ansaldo, Piero Angela, Paolo Mieli, Ezio Mauro, Giacomo di Stefano, Lino Jannuzzi, Giorgio Frasca Polara, Filippo Ceccarelli, Paolo Pagliaro, Roberto Arditti, Gabriele
Maestri, Riccardo Iacona, Bernard-Henri Lévy, il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana,il vicedirettore del Corriere della Sera Venanzio Postiglione, Presidente Nazionale dell’Unione delle Associazioni Pro Israele Carlo Benigni, il direttore del tg La7 Enrico Mentana, l’ex direttore de Il Sole24Ore Ernesto Auci, il presidente della Fondazione Luigi Enaudi Onlus Giuseppe Benedetto, i professori Vittorio Manes, Luigi Ferrajoli, Pier Franco Quaglieni, Giulio Giorello, Nicola Antonetti, i segretari di partito Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista), Benedetto Della Vedova (+Europa), l’ex senatore Marco Boato, gli ex deputati Gianni Cuperlo, Tatiana Basilio e Giuseppe Molinari, gli ex ministri Giorgio La Malfa e Roberto Castelli, il sindaco di Imperia Claudio Scajola, i sindaci di Siena Luigi De Mossi, di Livorno Filippo Nogarin, di Castelmezzano Nicola Valluzzi, di Lavello Sabino Altobello, gli eurodeputati Flavio Zanonato (Partito Democratico), Silvia Costa (Partito Democratico), Brando Benifei (Partito Democratico), Antonio Panzeri (Articolo 1), Alessia Mosca (S&D), Mario Borghezio (Lega Nord), Daniele Viotti (Partito Democratico), il presidente della Commissione Cultura della Camera Luigi Gallo (Movimento 5 Stelle), i deputati Graziano del Rio (Partito Democratico), Lorenzo Guerini (Partito Democratico), Pier Carlo Padoan (Partito Democratico), Mariastella Gelmini (Forza Italia), Giusy Versace (Forza Italia), Antonio Palmieri (Forza Italia), Paola Frassinetti (Fratelli D’Italia), Roberto Cassinelli (Forza Italia), Marco Marin (Forza Italia), Erasmo Palazzotto (Sinistra Italiana), Manfred Schullian (Südtiroler Volkspartei), Giacomo Portas (Partito Democratico), Maria Elena Boschi (Partito Democratico), Lucia Annibali (Partito Democratico), Giuseppe Basini (Lega – Salvini Premier), Carlo Fatuzzo (Partito Pensionati), Rina De Lorenzo (Movimento 5 Stelle), il Vicepresidente del Senato Ignazio La Russa, i senatori Roberto Rampi (Partito Democratico), Simona Malpezzi (Partito Democratico), Andrea Cangini (Forza Italia), Paola Binetti (Forza Italia), Isabella Rauti (Fratelli D’Italia), Pier Ferdinando Casini (lista Civica Popolare), Pierpaolo Silieri (Movimento 5 Stelle), Paola Nugnes (Movimento 5 Stelle), Elena Fattori (Movimento 5 Stelle), i consiglieri regionali Michela di Biase (Partito Democratico – Lazio), Alessandro Capriccioli (+Europa Radicali – Lazio) Gianluca Comazzi (Forza Italia – Lombardia), Diego Moretti (Partito Democratico – Friuli Venezia Giulia), il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino,

in data 5 marzo 2019, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha espresso il suo sostegno alla campagna per la vita di Radio Radicale con queste parole “siete bravissimi, siete una delle ultime radio veramente libere che riesce ad affrontare tutti i problemi più vivi della nostra società”;

impegna la Giunta

a farsi parte attiva nei confronti del Governo nazionale e del Ministero dello Sviluppo Economico affinché vengano intraprese tutte le possibili iniziative per garantire il rinnovo della convenzione a Radio Radicale per la trasmissione delle sedute parlamentari, per ripristinare la legge 230/1990 e con essa il finanziamento previsto per le imprese radiofoniche che ne rispettino i requisiti, evitando quindi la chiusura di un’emittente che rappresenta un patrimonio storico culturale e politico di incommensurabile valore e universalmente fruibile;

invita la Giunta

a valutare la possibilità di avviare una convenzione ad hoc per la registrazione, l’archiviazione e la divulgazione, pubblica e senza la necessità di registrazione sulla piattaforma da parte dei cittadini, di convegni, conferenze, incontri e dibattiti organizzati da Regione Lombardia ai quali si voglia dare rilevanza nazionale e internazionale.


Il Consigliere
Michele Usuelli