Usuelli: “Carica Corecom era nota, dimissioni chieste già a luglio”

«Senza nulla togliere agli straordinari scoop dell’Espresso, non servivano grandi doti investigative per scoprire che Savoini ricopre l’incarico di vicepresidente del Corecom lombardo: lo avevamo segnalato in Consiglio regionale ben due mesi e mezzo fa».

A dirlo è Michele Usuelli, consigliere regionale radicale eletto in +Europa. «È gravissimo che il vicepresidente del Corecom lombardo flirti con i peggiori nemici della stampa libera. Savoini si dimetta subito», avevano chiesto già ad inizio luglio Usuelli, il segretario nazionale di +Europa Benedetto Della Vedova e la dirigenza di Radicali italiani, seguiti dai gruppi consiliari di PD e Movimento 5 Stelle.

«Il Corecom – spiegava Usuelli – è l’autorità indipendente che ha il compito, tra gli altri, di vigilare sulla libertà di informazione, perciò è inaudito che un suo rappresentante mostri collusione con un regime che perseguita i giornalisti, responsabile, tra gli altri, degli assassinii di Antonio Russo e Anna Politkovskaja. E ciò a prescindere dai risvolti penali della vicenda, che spetterà alla magistratura accertare. Se questi sono i suoi modelli di riferimento – aggiungeva – chiediamo a Savoini di dimettersi e lasciare che l’indipendenza del Corecom, già gravemente minata dalle nomine partitocratiche, sia quantomeno al riparo dalle ingerenze di regimi autoritari che hanno sostituito la libera informazione con le fake news di Stato e con la repressione del dissenso».

Il 26 luglio tutti i gruppi di minoranza al Pirellone chiedevano la discussione urgente di una mozione contenente la richiesta di dimissioni, accompagnata da una lettera rivolta al presidente dell’assemblea regionale Alessandro Fermi e al governatore Attilio Fontana: discussione negata a maggioranza dal Consiglio.

Gli stessi gruppi la riproporranno oggi in Aula, chiedendone la votazione a scrutinio segreto e reiterando la richiesta di dimissioni per manifesta incompatibilità tra gli interessi di partito e la terzietà che le autorità garanti devono mantenere. «L’avvicinarsi degli anniversari degli assassinii di Politkovskaja e di Russo impone di ribadire i motivi alla base della richiesta delle dimissioni di Savoini», aggiunge Barbara Bonvicini, presidente di Radicali italiani.

«La ong Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ) ha recentemente confermato che la Russia è uno dei Paesi dove i giornalisti più a rischio, con più di 360 reporter uccisi in circostanze misteriose dal 1990 a oggi. La libertà di informazione in Lombardia non può essere garantita dal fiancheggiatore di un governo sicario della libertà di stampa».