Michele Usuelli parte dell’equipaggio di Mediterranea Saving Humans

La dichiarazione di Michele Usuelli riguardo l’impegno con Mediterranea Saving Humans:

Da oggi sono parte dell’equipaggio di Mediterranea Saving Humans. C’ero e ci sono. Come politico sono stato a Riace questa estate a osservare un modello di integrazione efficace e lungimirante. Come padre mi sono recato a Lodi, insieme ai miei bambini, per denunciare il paradosso di chi vuol fare propaganda sulla pelle dei più piccoli. L’importanza di esserci, di testimoniare la Storia che non deve ripetersi, mi porta come medico ad imbarcarmi su Mare Jonio, la nave delle ONG che presta servizio di search and rescue nelle acque del Mar Mediterraneo.

Da quando ho pronunciato il mio giuramento ho trascorso quasi dieci anni in Africa ed Asia – tra guerra, carestia e povertà – a svolgere la mia attività di pediatra. Ma non basta perché considero la politica un patto sociale di solidarietà a tutela di chi non ha voce o strumenti per difendersi, un voto verso la cittadinanza a salvaguardia dell’umanità intera. E quando la classe politica si nasconde dietro una narrazione del terrore sulle miserie del nostro mondo, la società civile deve riprendersi la sovranità che le appartiene. Per questo mi trovo qui adesso, per unirmi ad ASGI, agli abitanti di Riace, ai disobbedienti di Breil-sur-Roya e a tutti coloro che hanno sfidato lo status quo in difesa dei diritti fondamentali dell’uomo. Eccola l’opposizione alle leggi ingiuste di un nuovo establishment che non risponde né al diritto né alla morale, ma solo logiche del consenso a tutti i costi. Da Minniti a Salvini il passo è stato brevissimo: misure scellerate che altro non hanno fatto che svuotare di significato la nozione di diritto d’asilo prevista dalla nostra Costituzione e dai trattati internazionali. Da quando è vigente il codice di condotta delle ONG, voluto da chi adesso si trova a mimare un’opposizione, un migrante su cinque è morto durante la traversata.

Ho deciso di esserci e di prestare la mie competenze professionali, di medico e di rappresentante delle istituzioni, a chi dopo aver sfidato la guerra, la carestia e la fame è sopravvissuto all’inferno della rotta libica, per poi rimanere in balìa della nostra meschinità, per evitare che trovi la morte nel Mediterraneo.

Ci sono e vi racconterò sulle pagine de Il Fatto Quotidiano le giornate a bordo della nave Mare Jonio.