Lettera al Presidente Fontana su rinvio ORAC

Al Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana

e p.c.

Al Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia Alessandro Fermi
All’Assessore al Bilancio Di Regione Lombardia Davide Caparini
Ai Presidenti dei gruppi Consiliari

Oggetto: considerazioni sull’inopportuna richiesta di riapertura del bando per la costituzione dell’Organismo Regionale sulle Attività di Controllo (ORAC)

Egregio Presidente Fontana,

con riferimento al verbale della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi di minoranza tenutasi il  14 marzo 2019 e trasmesso al presidente Fermi in data 15 marzo 2019 dal Presidente pro-tempore della Conferenza, Pres. Fabio Pizzul, desideriamo richiamare la sua attenzione sui gravi rischi che deriverebbero dall’eventuale accoglimento della richiesta in esso contenuta.

Come correttamente riportato nel verbale, infatti, nel corso della Conferenza, convocata per procedere alla designazione dei due componenti spettanti alle  minoranze nel nuovo “Organismo Regionale per le Attività di Controllo”,  il Presidente Fiasconaro (Movimento 5 stelle), con il nulla osta del gruppo PD, ha avanzato la richiesta di non procedere ad alcuna designazione in quanto  non considera esaustivo l’elenco dei  nominativi tra i quali individuare i designati e ha suggerito l’ipotesi di richiedere alla Giunta una nuova apertura dell’avviso.

Come certamente saprà l’elenco dei candidati consta attualmente di 49 nominativi, 36 dei quali hanno ottenuto il parere positivo del Comitato Tecnico Consultivo Nomine sull’idoneità alla candidatura. Dai numeri si evince quindi  la strumentalità di una  richiesta che nasconde invece la peggiore attitudine alla spartizione partitocratica delle nomine. Nelle scorse settimane, infatti, fonti di stampa (Corriere della Sera 21 febbraio 2019) hanno riportato la notizia di un accordo politico raggiunto per la riapertura del bando così da consentire alla candidata proposta dal Movimento 5 stelle, attualmente non idonea in quanto già componente  della precedente Autorità Anticorruzione, di rientrare in gioco. Si tratterebbe quindi di una riapertura ad personam che sarebbe tra l’altro in stridente contrasto con la richiesta, più volte avanzata dallo stesso Movimento 5 stelle, di rispetto delle regole nelle procedure di nomina, a cominciare da quelle per  dell’Agenzia di controllo del Sistema Sociosanitario Lombardo, solo poche settimane fa, con tanto di dieci pagine di parere legale allegate a biasimare l’operato della Giunta per la mancata osservanza delle procedure.

La riapertura del bando avrebbe inoltre l’effetto deleterio di procrastinare ulteriormente la costituzione  dell’Organismo Anticorruzione, prevista per legge entro 90 giorni  dal 3 Ottobre 2019, data di entrata in vigore della normativa,  sulla quale già  scontiamo un colpevole ritardo. Una decisione in tal senso costituirebbe infine un pericoloso precedente e rischierebbe di legittimare analoghe richieste, da parte di altre forze politiche,  in future successive proposte di nomina e costituirebbe un avallo a una motivazione (la non esaustività delle candidature) che suonerebbe come un’offesa nei confronti dei numerosi candidati la cui idoneità è stata apertamente comprovata dal Comitato Tecnico Consultivo.

Pertanto, vista l’evidente pretestuosità delle ragioni espresse dai richiedenti, siamo certi che non vorrà acconsentire a tale richiesta, rispettando quindi la correttezza delle procedure e favorendo una rapida costituzione dell’Organismo Anticorruzione. Non le sfuggirà tra l’altro il controsenso di un organismo  nato per combattere la corruzione che si costituirebbe attraverso l’aggiramento delle regole previste per la sua formazione.

Da parte nostra siamo pronti a sostenere pubblicamente ogni sua decisione che vada nella direzione del rispetto della legalità  e contro qualsiasi logica di spartizione e di lottizzazione delle nomine, alle quale anche gli “ultimi arrivati” mostrano di conformarsi. In caso contrario siamo pronti a dare battaglia, sul fronte politico e in sede legale,  per scongiurare una decisione che riterremmo gravemente offensiva del rispetto delle regole e delle procedure democratiche.

Michele Usuelli
(Presidente Gruppo +Europa con Emma Bonino)